La sinergia Fondazione "Stefani" e "Stefani Sport" ci da una forte propensione all'integrazione sociale e al miglioramento delle condizioni di vita delle persone disabili.
L'obiettivo dell’attività in acqua per disabili presso la Stefani Sport è quello di promuovere e perseguire innanzitutto il benessere della persona, con tutte le sfumature possibili che tale obiettivo può avere a seconda delle caratteristiche e potenzialità del singolo disabile (finalità di rilassamento, finalità di attività motoria, ecc..
L’attività in acqua rimane comunque subordinata ad una osservazione ed a un ascolto preliminare della persona disabile che sa comunicarci sentimenti e motivazioni interiori.
L’acqua non è un ambiente gradito a tutti e pertanto non deve essere in alcun modo forzato l’approccio a questo elemento. Se una persona non se la sente, la Stefani Sport non opererà alcuna forzatura.
Perciò, prima di progettare l’attività in acqua delle singole persone disabili, gli istruttori della Stefani Sport assumeranno una serie di informazioni preventive con una o più delle seguenti modalità:
1. colloquio con i genitori e/o tutori della persona disabile interessata;
2. intervista alla persona disabile nei casi in cui essa possa dialogare con l’operatore di piscina ed esprimere il proprio assenso o il proprio diniego all’attività in acqua;
3. osservazione direttamente in acqua nei casi in cui la persona disabile non sia in grado di esprimere verbalmente il proprio parere e, dalla sua storia personale raccontata dai genitori o familiari, lasci intendere un buon rapporto con l’acqua. Tale fase rientra nell’ambito della fase di approccio all’acqua e si svolge in rapporto uno a uno con l’operatore di piscina.
FASE DI APPROCCIO ALL’ACQUA:
Una volta raccolte informazioni di favore all’attività in acqua per la persona disabile, si avvia la fase di approccio all’acqua.
Questa fase si svolge individualmente in rapporto uno a uno con l’operatore di piscina. La durata di questa fase non è predefinita, ma dipende dal rapporto della persona con l’acqua (agio-fiducia, disagio-paura) e dalle competenze natatorie che potranno evidenziarsi.
Pertanto verranno fissati almeno due appuntamenti iniziali di osservazione da parte degli operatori specializzati. Le informazioni raccolte direttamente dall’esperienza in acqua con la persona disabile permetteranno quindi di elaborare la possibilità o meno di un progetto personalizzato di attività in acqua.
A seconda delle informazioni emerse nella fase osservativa di approccio
all’acqua, il progetto di attività in acqua potrà essere di tipo
individuale o di gruppo.